Differenze culturali nel rispetto dei diritti dell'uomo.
Leggere le parti selezionate di questo romanzo ci permette di confrontarci con una realtà
completamente diversa dalla nostra, sia a livello famigliare che a livello di cultura collettiva.
Probabilmente questa realtà può essere per certi versi simile a quella che si trovava in Italia e, in
generale, nei paesi occidentali nei secoli precedenti alla rivoluzione industriale e che è rimasta per
un tempo più lungo nelle zone povere ed arretrate.
Dal secondo dopoguerra la nostra cultura ha abbattuto numerose barriere e limitazioni che venivano
tramandate da generazioni, ciò ha permesso di allargare gli orizzonti di ogni persona e della società
per arrivare a quello che conosciamo noi attualmente: ovvero una cultura molto aperta, dove si ha
competa libertà di pensiero e di parola, dove non ci sono distinzioni di religione, razza o sesso, e
dove tutti vengono accolti. Nel mio piccolo, vivendo in un paese di provincia, ho meno possibilità
rispetto a che vive in città di confrontarmi con culture e abitudini diverse dalle mie, ma anche a
livello famigliare posso capire come i tempi siano cambiati: i miei genitori mi concedono totale
fiducia e libertà, ho potuto scegliere la scuola e gli sport che volevo praticare, posso uscire
liberamente con gli amici, scegliere i vestiti che mi piacciono e come indossarli. Sono piccole cose
che io quotidianamente do per scontato, ma che anche per i miei genitori, pur avendo pochi anni in
più di me, non erano così automatiche e che purtroppo non lo sono ancora per ragazzi miei coetanei
che vivono in paesi diversi dall’Italia, come si capisce ad esempio leggendo queste righe.
Per me è normale considerare gli uomini e le donne uguali: sia mia madre che io padre lavorano a
tempo pieno, entrambi hanno pari obblighi, responsabilità ma anche libertà. Questo è così per me
ma anche per tutta la realtà occidentale, nonostante una differenza passata adesso gli uomini le
donne svolgono gli stessi ruoli, hanno pari diritti a livello lavorativo e sempre più spesso donne
ricoprono anche ruoli più importanti rispetto agli uomini; l’idea per cui la donna doveva limitarsi a
prendersi cura della famiglia è decisamente superata, tuttavia le donne che decidono di dedicarsi
totalmente alla famiglia sono rispettate. Certo ci sono ancora degli aspetti che potrebbero essere
migliorati ma sono stati fatti enormi passi avanti rispetto al passato. Purtroppo nella realtà afgana
tutto questo non è possibile: le donne sono considerate inferiori rispetto agli uomini, non hanno la
possibilità di lavorare e di essere indipendenti, da piccole devono prima sottostare all’ autorità e alle
decisioni del padre, mentre da adulte hanno gli stessi obblighi nei confronti del marito, marito che
viene imposto dalla famiglia e non cerco scelto con libertà e con amore. Anche questo aspetto, per
noi italiani, è una cosa ormai superata: forse in un lontano passato avveniva i matrimoni combinati,
per aspetti economici o magari per aspetti dinastici, tuttavia adesso è impensabile! Fin da giovani si
ha la libertà di conoscere e di incontrare ragazzi e ragazze di ogni età, frequentandosi e passando del
tempo insieme si ha poi la possibilità di capire se si vogliono instaurare legami più duraturi. Le
discriminazioni a cui una donna è soggetta sono anche altre: le ragazze madri non sono concepite e
questo porta ad un grande disonore si per la ragazza che per la famiglia stessa, che ripudia lei e i figli.
Un'altra differenza sostanziale con la nostra cultura è data dalla costante e grande presenza della
religione nella realtà e nella vita quotidiana. Noi cristiani viviamo la religione come un aspetto
aggiuntivo della nostra vita e non come un aspetto fondamentale. Ci sono persone più o meno
praticanti e persone più o meno rispettose degli insegnamenti cristiani, tuttavia questo non è un
obbligo, non sono previste delle punizioni e ognuno è libero di approcciarsi alla religione come
preferisce, scegliendo anche una religione diversa da quella prevalente. Sicuramente anche in
questo aspetto c’è stata un’evoluzione rispetto al passato infatti prima le persone erano secondo me
più legate alla fede rispetto ad ora. Nel mio piccolo ad esempio io sono credente come lo sono i miei
genitori, sono stato battezzato e ho partecipato al catechismo tuttavia adesso non sono praticante;
rispetto ai miei nonni non mi sento obbligato ad andare in chiesa alla domenica o a non mangiare
carne il venerdì durante la quaresima. Per gli afgani tuttavia, come altri popoli di religione
musulmana che assumono dei comportamenti estremi, la religione è parte integrante e
fondamentale della vita: non si può scegliere se praticarla o meno ma si è obbligati, non si può
scegliere quale religione praticare, non si può andare contro i principi imposti dalla religione
altrimenti sono previste punizioni anche gravi, l’appartenenza ad un gruppo religioso piuttosto che
un altro può essere fonte di contrasto e di lotte.
Un altro aspetto importante che mi ha colpito è la scelta dell’indirizzo di studio e di un eventuale
lavoro futuro, noi abbiamo la totale libertà di scegliere il corso di studio e la professione futura, se
andare o meno all’università, se frequentare le scuole nel paese di residenza oppure se spostarci in
un altro paese. Naturalmente ognuno di noi può incontrare dei limiti dovuti alle disponibilità
economiche della propria famiglia o della varietà di corsi di studio presenti sul territorio, tuttavia è
comunque una decisione che viene valutata in famiglia, senza che venga imposto nulla. Sicuramente
anche i ragazzi afgani devono tenere conto delle disponibilità economiche e della presenza o meno
di determinate scuole sul territorio, tuttavia non è quello il limite fondamentale: il limite è
rappresentato dagli obbligo che una famiglia impone ai figli, non si studia quello che piace ma quello
che è ritenuto giusto e adatto in base alla religione e alle idee famigliari; inoltre ci sono ragazzi che
vengono totalmente privati dell’istruzione, non solo per una impossibilità reale ma proprio per
ideologia.
Naturalmente le famiglie afgana possono presentare delle differenze, penso che ci siano delle
famiglie più radicali e delle famiglie meno radicali, tuttavia essendo che la cultura afgana è questa
non penso ci siano delle grandi diversità fra famiglie più o meno tolleranti per tutti devono adeguarsi
alla cultura radicata. Come si evince da romanzo le cose sono leggermente diverse magari per le
famiglie afgane che sono emigrate nei paesi occidentali: hanno mantenuto la loro cultura e le loro
usanze ma hanno anche smussato alcuni aspetti e hanno concesso una libertà leggermente
maggiore ai figli, sicuramente non sono uguali agli occidentali ma hanno una piccola apertura verso
la loro cultura e dei comportamenti meno estremi.
Mi auguro che anche per le famiglie residenti in Afghanistan le cose possano con il tempo diventare
più semplici, probabilmente anche nella nostra cultura di sono degli aspetti che potrebbero e
dovrebbero essere migliorati, ma fortunatamente ognuno di noi è libero e non è vincolato al volere
della famiglia e della religione. Penso che questo sia un importante traguardo per noi e dobbiamo
esserne consapevoli ed in grado si apprezzarlo.
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