La guerra distrugge i diritti e i doveri
In questi giorni, purtroppo, le
notizie principali dei telegiornali sono relative alla tragica situazione di guerra
che l’Ucraina sta vivendo e, oltre a sperare che questo conflitto finisca il prima
possibile, mi fa pensare ad un’altra guerra di lunga durata che era in corso
quando sono nato e che è durata per diversi anni a seguire. La Guerra in Afghanistan
era appunto in corso nel 2005, anno della mia nascita: nei miei primi anni di vita
non mi ricordo naturalmente di immagini o di notizie ad essa relative, ma crescendo
ho avuto modo spesso di vederle e di avere delle informazioni inerenti a questo
conflitto, come ad altri che si sono susseguiti dopo la Seconda Guerra
Mondiale. Prima di tutto voglio esprimere il mio parere contro la guerra in
ogni caso, sia fatta a scopo di attacco che di difesa, e non capisco come oggi,
dopo i gravi episodi delle due guerre mondiali e di altre guerre minori che
hanno sconvolto il mondo negli anni passati, possano verificarsi ancora episodi
simili. La prima immagine che associo alla Guerra in Afghanistan è quella delle
torri gemelle in fiamme e della loro successiva frantumazione; vedendo le
immagini in televisione inizialmente ho pensato che si trattasse di un vecchio
film ma purtroppo erano immagini vere a cui i miei genitori, come il resto del mondo,
avevano assistito l’11 settembre 2001, quando avevano all’incirca la mia età. È
proprio dall’attentato alle Torri Gemelle e al Pentagono che ha inizio la
guerra in Afghanistan. Ad organizzare e ad eseguire gli attentati sono infatti
stati i Talebani, ovvero i terroristi afghani di Al Qaeda guidati dal loro
leader Osama Bin Laden. Oltre a provocare innumerevoli morti gli attentati
avevano sconvolto e reso vulnerabile il popolo americano quindi la reazione immediata
dell’allora presidente degli stati uniti George Bush era stata quella di
dichiarare guerra al gruppo di terroristi e quindi al loro paese,
l’Afghanistan, coinvolgendo fin da subito le truppe alleate degli USA. Il 26
settembre 2001 già i primi elicotteri alleati atterravano in Afghanistan e l’idea
iniziale americana era quella di svolgere una guerra breve, non devastante per
il territorio e con una limitato intervento di uomini nel paese. Gli obbietti
americani erano infatti quello di abbattere il regime dei talebani avvalendosi
anche della collaborazione di alcune milizie interne contrarie al regime,
distruggere i campi di addestramento di Al Qaeda e catturare il loro leader
Osama Bin Laden. Nonostante i successi nella conquista della capitale Kabul,
delle città roccaforti dei talebani e l’apparante sconfitta dell’organizzazione
terroristica di Al Qaeda, avvenuta entro la fine dello stesso anno, del leader
Osama Bin Laden non si hanno tracce. Dopo essersi nascosto nelle caverne al
confine con il Pakistan, dove poi è fuggito, non verrà mai catturato per diversi
anni e dai suoi rifugi ha continuato a coordinare l’attività terroristica fino
alla sua uccisione avvenuta nel 2011. Da un’iniziale idea di guerra veloce la
permanenza delle forze armate in Afghanistan si è protratta per anni, anni in
cui si sono alternate diverse organizzazioni alla guida del paese e si sono
instaurati dei governi provvisori. Nel corso degli anni, è più precisamente a
partire dal 2009, i presidenti americani hanno iniziato a pensare ad un
graduale ritiro delle truppe dall’Afghanistan, ritiro tuttavia molto graduale e
originariamente previsto per il 2020, slittato alla data simbolica del 11
settembre 2021, non rispettata. Dopo 20 anni di dominio armato americano e della
Nato, tuttavia, pochi giorni dopo l’annuncio del definitivo ritiro militare il
15 agosto 2021 Kabul cade nuovamente in mano talebana.
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